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Museo delle civiltà scomparse

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(Articolo tratto dal sito omunicalo di Calogero Giuffrida)
Nasce il “Museo delle civiltà scomparse”. Dopo i primi mesi di raccolta di numerosi arnesi antichi utilizzati un tempo in agricoltura e nell'artigianato, è stato costituito ufficialmente, con un’apposita delibera varata dalla giunta guidata dal sindaco Nicolò Termine, il primo museo civico di Cattolica Eraclea che troverà spazio in quattro sale espositive del centro sociale di via Collegio. “L’istituzione di un museo civico – ha spiegato il sindaco Termine – contribuisce a realizzare concretamente lo scopo di concorrere allo sviluppo economico e sociale della comunità privilegiando il rispetto delle tradizioni, dei costumi e della cultura che caratterizzano il territorio. Un progetto – ha aggiunto il primo cittadino – che si inserisce nell’ambito delle iniziative volte a valorizzare il patrimonio storico e culturale nonché l’identità del territorio di Cattolica Eraclea e promuovere una migliore fruizione dei beni culturali …
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LA FONDAZIONE DI CATTOLICA
Nel periodo di tempo che va dalla rivoluzione del vespro (1282) agli inizi del XV secolo, la storia della Sicilia è caratterizzata dalla lunga guerra con il regno di Napoli, che non voleva riconoscere l’indipendenza del regno di Sicilia. I contrasti ebbero fine, quando la Sicilia, in seguito a successioni varie, divenne dipendenza del regno di Spagna. Durante il secolo XVI i regni di Spagna e di Sicilia, attraversarono un periodo di crisi economica, dovuta a calamità naturali come le carestie ricorrenti, all’aumento della popolazione, alle accresciute esigenze della Corona in materia di tasse e all’insufficiente produzione di grano per sfamare la popolazione. In Sicilia si verificò un aumento talmente sproporzionato da raddoppiare la popolazione. Negli anni 1600 – 1608 contava circa un milione d’abitanti. Fu necessario aumentare la produzione di grano, mettendo a coltura le terre demaniali e feudali incolte. S’intendeva rendere autosufficiente la Sicilia e f…
LA BUONA SCUOLA CAMBIA REGOLE OGNI ANNO! Tra i docenti che hanno accettato la l.107/2015 ci sono anche i veri precari storici, quelli che il “caro” Renzi diceva che avrebbe stabilizzato; quelli che, leggendo le FAQ ministeriali, temevano di non lavorare più se dopo 36 mesi non fossero passati di ruolo; quelli a cui si diceva che le cattedre per il ruolo nelle loro province non c’erano! Hanno accettato… hanno accettato in tanti con le lacrime agli occhi, perché il pensiero di non lavorare e di dover abbandonare la famiglia faceva paura; con le lacrime agli occhi perché con 1300 euro al mese e un mutuo da pagare potevano solo “sopravvivere” lontano da casa con ulteriori spese da affrontare. Ma hanno accettato, perché negli anni addietro hanno sempre visto rientrare tutti quelli che volontariamente avevano scelto una sede!
Si parlava di immissione in ruolo straordinaria, che avrebbe dovuto essere accompagnata da una mobilità straordinaria. Qualcosa però non ha funzionato:
tra l’1 e il 2 s…
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ERACLEA MINOA. ECCO COME DOVEVA ESSERE LA CINTA MURARIA CHE DIFENDEVA DAGLI ATTACCHI PROVENIENTI DALLA FOCE DEL FIUME PLATANI 2 Set 2016
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scritto da: Domenico Oliveri il 02/09/2016.

dal sito: comhera.com Le fortificazioni della città arcaica e di V sec. a.C. si trovano inglobate nel perimetro delle mura ellenistiche e, almeno per il tratto settentrionale, seguivano il medesimo percorso. La cinta muraria ellenistica, comprendente l’intero pianoro per un perimetro di circa 6 km, difendeva i settori più esposti della città, cioè la parte presso il fiume Platani e quella all’estremità nord-est, mentre negli altri settori meridionale e orientale la difesa era stata lasciata alla natura grazie alla presenza della ripida parete rocciosa a picco sul mare. Si conserva il tratto delle mura settentrionali mentre quello orientale risulta oggi perduto a causa di eventi franosi. Le fortificazioni del lato nord-occidentale erano costituite da una cortina di mura a doppia tecnica che difendeva …

Makara: la città beata. Inico e Camico

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MAKARA


Il territorio della bassa valle del fiume Platani, un tempo Halykos, è stato popolato fin dai tempi più remoti, perché presentava due caratteristiche fondamentali: la fertilità del suolo e la navigabilità del suo corso d’acqua, principale via di comunicazione tra la costa e l’interno dell’isola. Il fiume nasce da una sorgente in contrada Carcaci in provincia di Palermo, si unisce con il corso d’acqua di contrada Le Piane in vicinanza di Cammarata, attraversa i territori di alcuni paesi della provincia di Agrigento, si arricchisce con le acque di altri torrenti e va a sboccare a Capobianco nel mar Mediterraneo. La foce del fiume (oggi a delta) è stata per lungo tempo un importante porto naturale, di cui si sono serviti Sicani e Fenici per i loro scambi commerciali. In questo punto nevralgico nel corso dei secoli sono sorte tre diverse città: Makara (sicano-fenicia) Minoa (rodio-cretese) ed Eraclea (spartana). Nel XIII secolo a. C. sul promontorio di Capobianco esisteva un villag…